Bernini: artista maggiore del barocco a Roma

Bernini e il suo stile teatrale

Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680), fu un importante scultore, architetto e pittore.
Bernini scrisse e produsse commedie barocche, progettando scenografie ed effetti speciali (inondazioni, incendi simulati), il che ispirò la teatralità delle sue sculture come L’Estasi di Santa Teresa. La sua arte, tipicamente barocca, si caratterizza così per la ricerca del movimento, lo spettacolare e gli effetti d’illusione. Rivoluzionò il genere del busto, introducendo movimento ed espressività, come nel Busto di Scipione Borghese, in contrasto con la rigidità del Rinascimento.
Per la qualità e la quantità della sua produzione, è considerato il maestro dell’arte barocca a Roma e le sue opere ebbero una grande influenza sull’urbanistica romana.

La carriera di Bernini a Roma e oltre

Bernini, autoritratto, 1623

Bernini, autoritratto, 1623

Nato a Napoli, Bernini fu introdotto fin da giovane alla scultura dal padre di origine fiorentina Pietro Bernini in un ambiente artistico influenzato dal manierismo tardivo, prima di trasferirsi a Roma nel 1606.
Pietro Bernini lavorò per conto del papa Paolo V, e Gian Lorenzo Bernini fu notato fin da giovanissimo. A 15 anni, Il Bernini impressionò il cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, che divenne il suo primo grande mecenate e gli commissionò opere come Enea, Anchise e Ascagne (1618-1619).
Fu impiegato quasi senza interruzione dai pontefici, tra cui Gregorio XV che lo nominò cavaliere, e Urbano VIII.
Sotto Innocenzo X, Bernini perse temporaneamente il favore papale dopo il fallimento delle torri di San Pietro (instabili, furono demolite), ma riconquistò la sua posizione con il progetto della Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona.
Fu poi l’architetto della colonnata e delle statue di Piazza San Pietro e del baldacchino della basilica.

La sua carriera è segnata da una competizione intensa con Francesco Borromini, in particolare sul cantiere di San Pietro, dove le loro visioni barocche divergenti si manifestarono, con Bernini che privilegiava il grandioso e Borromini la geometria.
Nominato soprintendente delle acque di Roma dopo suo padre, Bernini modernizzò il sistema idraulico, integrando le sue fontane, tra cui la Fontana dei Tritoni e la Fontana delle Api, nell’urbanistica barocca.

Nel 1665, viaggiò in Francia su invito di Luigi XIV per lavorare sul Louvre (progetto che fu abbandonato) e scolpì un busto del re, segno del suo prestigio internazionale.
Restaurò sculture antiche, come l’Ermafrodito dormiente (al Louvre), per cui aggiunse un materasso in marmo, mescolando eredità classica e innovazione barocca.
Nel 1679, Bernini scolpì il suo Salvator Mundi (marmo, localizzazione incerta), la sua ultima opera, una scultura intima realizzata per la sua salvezza personale, che riflette la sua pietà verso la fine della sua vita.

Le sculture di Bernini a Roma

Nella Galleria Borghese

  • La Capra Amaltea con Giove bambino e un fauno (1615) – Marmo.
  • Enea, Anchise e Ascagne (1618-1619) – Marmo, 220 cm
  • Apollo e Dafne (1622-1625) – Marmo, 243 cm.
  • Davide (1623-1624) – Marmo, 170 cm.
  • Il Rapimento di Proserpina (1621-1622) – Marmo, 295 cm.
  • Busto di Scipione Borghese (1632) – Marmo, altezza 78 cm
  • Busto di Paolo V (1621)
  • La Verità (1645-1652) – Marmo, 280 cm.
  • Statua equestre di Luigi XIV (1669-1670) – Terracotta, 76 cm (bozzetto).

Nei Musei Vaticani

  • Carità con quattro bambini (1627-1628) – Terracotta, 39 cm.
  • Carità con due bambini (1634) – Terracotta, 42 cm.
  • Busto di Urbano VIII (1632-1633) – Bronzo, 100 cm.
  • Daniele e il leone (1655) – Terracotta, 42 cm.
  • Abacuc e l’angelo (1655) – Terracotta, 52 cm.
  • Angelo con la croce (1668) – Terracotta, modello per il Ponte Sant’Angelo.
  • Busto di Clemente X (1676) – Marmo.
  • Modello per il Tritone (circa 1642-1643).

In altri musei di Roma

Nella Basilica di San Pietro

  • Baldacchino della basilica di San Pietro (1624-1633) – Bronzo e marmo.
  • Tombe di Urbano VIII (1627-1647) – Bronzo dorato e marmo.
  • Sant’Longino (1631-1638) – Marmo, 450 cm.
  • Busto di Urbano VIII (1640) – Marmo.
  • Croce d’altare (1657-1661) – Bronzo dorato, 185 cm.
  • Cathedra Sancti Petri (1657-1666) – Marmo, bronzo, stucco.
  • Sant’Agostino (1657-1666) – Bronzo.
  • Tombe di Alessandro VII (1671-1678) – Marmo e bronzo dorato.
  • Monumento alla contessa Matilda (1633-1637) – Marmo.

In altre chiese romane

Nei palazzi di Roma

  • Anime dannate (1619) – Marmo, Palazzo di Spagna, Roma.
  • Anime salvate (1619) – Marmo, Palazzo di Spagna, Roma.
  • Costantino, Scala Regia (1663-1670) – Marmo e stucchi policromi, Palazzo del Vaticano, Vaticano.
  • Busto di Costanza Bonarelli (1636-1638) – Marmo, realizzato a Roma (oggi al Bargello, Firenze).

In piazze romane

Architettura di Bernini a Roma

Pitture di Bernini a Roma

Percorso di Bernini a Roma: cartina

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