Borromini: figura particolare del barocco a Roma

Un maestro del barocco a Roma

Francesco Borromini, nato Francesco Castelli (25 settembre 1599 – 2 agosto 1667), è stato un architetto italiano originario del Canton Ticino, in Svizzera.
Insieme ai suoi contemporanei Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona , ha contribuito a plasmare parte della città attuale, la Roma barocca, talvolta definita esuberante, sviluppata nell’ambito della Controriforma.

Influenzato da Michelangelo e dall’architettura antica, Borromini sviluppò un linguaggio architettonico originale, giocando sulla manipolazione delle forme classiche, geometriche e simboliche. La sua comprensione delle strutture architettoniche sembra essere stata persino più approfondita rispetto a quella dei suoi contemporanei, il Bernini e Cortona, la cui formazione iniziale era principalmente legata ad altre discipline artistiche.

Ritratto di Borromini giovane

Ritratto di Borromini giovane

Carriera di Borromini a Roma e San Carlino

Borromini iniziò la sua carriera a 19 anni come scalpellino sotto la guida di Carlo Maderno, responsabile del cantiere della basilica di San Pietro in Vaticano. Si distinse per un eccezionale talento nel disegno, concependo curve originali che creavano contrasti luminosi.

All’età di 35 anni, dopo anni trascorsi nell’ombra dei grandi, intraprese l’ambizioso progetto di San Carlino, consapevole del proprio talento. Propose di lavorare gratuitamente per la Comunità Trinitaria, un ordine povero, a condizione di non avere vincoli.
La costruzione di San Carlo alle Quattro Fontane iniziò così nel 1634 e si concluse nel 1665 con gli edifici del convento, un chiostro e un’ala su via del Quirinale con la sala capitolare. La chiesa principale fu edificata a partire dal 1638 sopra una cripta, mentre la facciata e il campanile furono completati tra il 1670 e il 1677 dal nipote di Borromini, Bernardo.

Relazioni Professionali e Rivalità

Dopo alcune collaborazioni con il Bernini, in particolare a San Pietro e a Palazzo Barberini, i loro rapporti si deteriorarono, dando origine a una rivalità che ebbe un impatto significativo sulla carriera di Borromini. Alcuni storici ritengono che il Bernini, consapevole del talento del suo ex collaboratore, abbia cercato di ostacolare la sua ascesa.
Si impose brevemente sotto il pontificato di Innocenzo X, ma alla morte di quest’ultimo nel 1655, perse il favore del Vaticano e cadde in una profonda depressione. Riprese i lavori sulla facciata di San Carlino solo dieci anni dopo, completando successivamente la cappella Falconieri della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.

Un temperamento fragile e una fine tragica

Il temperamento di Borromini probabilmente ebbe un ruolo negativo nella sua carriera. A differenza del Bernini, abile cortigiano, Borromini aveva un carattere malinconico e introverso. Soffriva persino di disturbi nervosi e fu particolarmente isolato negli ultimi anni della sua vita, ritirandosi da alcuni progetti.
Si tolse la vita il 2 agosto 1667, gettandosi sulla propria spada dopo aver redatto il suo testamento in uno stato di confusione. Poco prima della sua morte, temendo che i suoi rivali si appropriassero della sua opera, aveva distrutto tutti i suoi disegni di lavoro bruciandoli.

Eredità e ricezione postuma

L’influenza di Borromini rimase limitata, salvo alcune eccezioni come l’architettura piemontese di Camillo-Guarino Guarini e, più in generale, alcune realizzazioni del barocco tardivo nell’Europa settentrionale, dove il suo stile fu talvolta ripreso accanto a quelli del Bernini e di Cortona.
Tuttavia, dalla fine del XIX secolo, la sua opera suscitò un rinnovato interesse e venne progressivamente riconosciuta per la sua inventiva architettonica.

Opere di Borromini a Roma

Principali opere di Borromini

  • San Carlo alle Quattro Fontane
    Nel 1634, Borromini ricevette il suo primo grande incarico indipendente per progettare la chiesa, il chiostro e gli edifici monastici di San Carlo alle Quattro Fontane (detta anche San Carlino). La chiesa fu costruita tra il 1638 e il 1641 e dedicata nel 1648 a San Carlo Borromeo. Sebbene piccola, è considerata un capolavoro del barocco romano.
  • Oratorio dei Filippini
    Dopo la ricostruzione alla fine del XVI secolo della chiesa di Santa Maria in Vallicella (divenuta Chiesa Nuova), gli oratoriani incaricarono Borromini a partire dal 1637 di costruire il palazzo e l’oratorio adiacente alla chiesa.
  • Sant’Ivo alla Sapienza
    Dal 1640 al 1650, lavorò alla progettazione della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza e del suo cortile, vicino al palazzo della Sapienza dell’Università di Roma. Era stato inizialmente raccomandato nel 1632 dal suo supervisore dell’epoca, Gian Lorenzo Bernini, che lavorava a Palazzo Barberini. Lo spazio ristretto fu una sfida per l’architetto.

Altre opere e collaborazioni di Borromini

Percorso Borromini a Roma: mappa

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