Carlo Maderno: precursore del barocco a Roma

Formazione e primi passi a Roma di Maderno

Carlo Maderno (Capolago, 1556 – Roma, 30 gennaio 1629) era un architetto svizzero-italiano, nato vicino a Lugano in Svizzera. La sua carriera si inserisce nella transizione verso il barocco, sebbene le sue prime opere siano ancora influenzate dal manierismo tardivo.

Ricevette una formazione precoce nel marmo, dove acquisì competenza lavorando nelle cave di Carrara e a Capolago. Nel 1576 arrivò a Roma, dove assistette suo zio Domenico Fontana, architetto papale sotto Sisto V, noto per i suoi grandi progetti urbanistici e per l’erezione degli obelischi.

Sotto la direzione di Fontana, i primi incarichi affidati a Maderno furono principalmente tecnici. Partecipò, in particolare, al trasporto delle statue dei Dioscuri sulla Piazza del Quirinale e all’erezione degli obelischi a Santa Maria Maggiore (1587), al Laterano (1588), su Piazza del Popolo (1589) e su Piazza San Pietro al Vaticano (1586). Collaborò anche a progetti di ingegneria idraulica, tra cui la restaurazione delle fontane e la gestione degli acquedotti romani. Completò nel 1612 la Fontana dell’Acqua Paola sul Gianicolo, un progetto iniziato da Fontana, ispirato alle fontane antiche.

Alla morte di Sisto V nel 1590, Fontana cadde in disgrazia e partì per Napoli nel 1592. Maderno prese quindi la direzione della sua impresa.

L’ascesa di un architetto: commissioni importanti

Ritratto di Carlo Maderno

Ritratto di Carlo Maderno

La facciata della chiesa di Santa Susanna, completata nel 1603, segna la sua prima opera architettonica indipendente. Spesso è considerata una pietra miliare del barocco, sebbene conservi alcuni elementi manieristi. Poco dopo, fu incaricato della costruzione del Palazzo Mattei di Giove (1598-1618).

Sotto Clemente VIII (papa dal 1592 al 1605), intervenne al Palazzo del Quirinale, lavorando sulla facciata nord e sul cortile interno, conferendo all’edificio un’eleganza sobria. Nel 1603, Maderno fu nominato architetto della basilica di San Pietro, opponendosi in questa occasione agli architetti della famiglia Sangallo, i cui progetti per la basilica furono considerati troppo costosi o inadatti.
Dopo Clemente VII, fu incaricato da Paolo V (papa dal 1605 al 1621).
Realizzò la facciata (completata nel 1614) e prolungò il piano iniziale di Michelangelo adottando una navata longitudinale, per rispondere alle esigenze liturgiche di Paolo V. Questa scelta fu criticata da alcuni contemporanei, ma permise di dare all’edificio una struttura meglio adattata alle cerimonie religiose.
Maderno progettò anche la tomba di Paolo V in San Pietro (non completata durante la sua vita), integrando scultura e architettura, un progetto che riflette il suo stile ibrido.

Altri lavori e influenza sul barocco

Tra i suoi altri progetti notevoli, Maderno partecipò alla costruzione del Palazzo dei Papi di Castel Gandolfo sotto Paolo V (circa 1624), sebbene il suo ruolo fosse limitato.
Progettò e iniziò la costruzione della cupola di Sant’Andrea della Valle, la seconda più grande di Roma dopo San Pietro, completata nel 1627. Fu anche coinvolto nella progettazione della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini dal 1602, sebbene il suo progetto iniziale fosse modificato dopo la sua morte. La sua influenza si ritrova anche nella chiesa di San Carlo ai Catinari, per la quale elaborò i progetti verso il 1611 prima che altri architetti completassero la costruzione.

In molti dei suoi cantieri, formò suo nipote acquisito Francesco Borromini, futuro maestro del barocco. Borromini lavorò infatti come assistente sul cantiere di San Pietro, ereditando da Maderno una rigore tecnico e un senso delle forme dinamiche, percepibili nelle sue opere successive come San Carlo alle Quattro Fontane.

Carlo Maderno rimane una figura chiave della transizione dal manierismo al barocco, contribuendo a definire un nuovo linguaggio architettonico che influenzerà profondamente l’architettura romana del XVII secolo.

Le opere di Carlo Maderno a Roma

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